Genzano di Roma - Guida Turistica

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.: GENZANO DI ROMA
 Genzano di Roma è un comune di 22.685 abitanti della provincia di Roma, nell'area dei Castelli romani, dista dal Capoluogo circa 29 km.
 L'origine del nome "Genzano" è tuttora fonte di discussione. Per alcuni il poggio su cui sorge sul bordo del lago, proseguimento del "Nemus Aricinum", era dedicato alla dea Cinzia, Cynthia Fanum, il cui culto era unito a quello di Diana nemorense. Per Nicola Ratti, invece, autore della Storia di Genzano con documenti e note (1797), l'etimologia deriverebbe da fundus Gentiani, cioè dal terreno di proprietà della famiglia romana Gentia.
 La località, dove già nel XII secolo era stata eretta una torre da parte dei Gandolfi, famiglia di origine genovese padrona fin dal IX secolo di Castel Gandolfo, nel 1153 venne data in possesso dal Papa Anastasio IV ai monaci cistercensi dell'Abbazia di Sant’Anastasio alle Acque Salvie in Roma. Il toponimo Genzano viene citato per la prima volta in una bolla di Lucio III del 1183 (costae montis qui dicitur Genzano).
 Nel 1255, i monaci cistercensi vi edificarono un grande Castello fortificato attorno al quale crebbe poi lentamente il paese a picco sul lago di Nemi (Genzano Vecchio). Donato nel 1378 dall'Antipapa Clemente VII a Giordano Orsini, quale compenso per i servigi ricevuti, Genzano conobbe in seguito l'alterno dominio dei monaci cistercensi, dei Savelli e dei Colonna fino al 1563, anno in cui il castello fu ceduto, per 150.000 scudi, da Marcantonio Colonna a Fabrizio Massimi, e da questi, l'anno successivo a Giuliano Cesarini, marchese di Civitanova Marche. L'incremento demografico nei secoli XVI e XVII determinerà l'espansione di Genzano verso la pianura sottostante (Genzano Nuova) Nel 1643 Giuliano III Cesarini traccia le olmate, degli stradoni ombreggiati da quattro filari di olmi, e ristruttura il palazzo baronale con una superba facciata. Al primitivo nucleo medioevale (Genzano Vecchio) venne aggiunto, nel XVII secolo, il sistema delle olmate, ossia degli ampi viali alberati che collegano visivamente alcuni edifici eminenti (la Chiesa dei Cappuccini, il Palazzo Sforza Cesarini, il Duomo Vecchio) a due rilievi naturali: Colle Pardo e Monte Due Torri. Nel 1677 Filippo Cesarini costruirà lungo la strada corriera di Genzano Nuova la Chiesa di San Sebastiano Affiancate dal Conservatorio delle Maestre Pie; queste due opere saranno distrutte nel 1916 dall'amministrazione comunale dell'epoca.
 Nel 1673 la figliuola di Giuliano III, Donna Livia, ultima erede dei Cesarini, suora oblata, fuggì dal convento e sposò segretamente Federico II Sforza, dando origine al ramo Sforza Cesarini e prendendo, alla morte dello zio Filippo, il dominio di Genzano. Donna Livia contribuì in maniera decisiva al piano urbanistico della cittadina, portando a termine nel 1708 la costruzione di Genzano Nuova, impiantata su un sistema di triangolazioni, secondo il piano affidato nel 1643 dal padre Giuliano III all'architetto romano Ludovico Gregorini e al podestà di Genzano Giovanni Iacobini. Tra la prima metà del XVII e l'inizio del XVIII secolo venne innestato un secondo tridente, più interno del primo, costituito dalla via Livia (1680 circa), la strada dove si svolge nella ricorrenza del Corpus Domini la tradizionale Infiorata, dalla via Sforza (1708), e dalla via che conduce al convento dei Cappuccini. Questo particolare impianto urbanistico, estremamente innovativo per l'epoca, caratterizzato da un duplice trivio (tridente olmato e tridente edificato), suscitò l'ammirazione di molti artisti del tempo, tra i quali Carlo Maratta, che qui si stabilì e risiedette per diversi anni.
 Dal 1781 al 1808 si procede alla costruzione della Chiesa Colleggiata della Santissima Trinità su disegno di Pietro e Giuseppe Camporese, ispirata alla Basilica di Sant'Andrea della Valle
 Tra la fine dell'800 e la prima metà del '900, e sino all'avvento del fascismo, Genzano è stata teatro di battaglie sociali, soprattutto di lotte contadine per la distribuzione delle terre. Durante il Ventennio centinaia sono stati i cittadini arrestati e condannati al carcere o al confino. Gravissimi furono inoltre i danni subiti dalla cittadina durante la Seconda guerra mondiale, soprattutto in conseguenza dei bombardamenti aerei nel periodo successivo allo sbarco di Anzio. Tra il 31 gennaio 1944 e 14 aprile 1944 sono stati uccisi 109 cittadini genzanesi; Genzano fu quasi rasa al suolo, avendo avuto più dell'80% delle case distrutte o fortemente danneggiate.